Il premio Nobel alla Meloni? (di Pietro Soldini)

NOBELLA

Ogni volta che parla la Meloni per decantare i suoi successi, bisognerebbe fare uno sciopero generale.
E dire che Bocchino vuole candidarla al premio Nobel per l’economia.
Sono due i grandi meriti della Meloni, secondo Bocchino,
Il primo è lo spread che non è mai stato così basso, ma il merito non è della Meloni, ma è della Germania.
Infatti che cos’ è lo spread, diciamolo per l’ennesima volta, lo spread è il rapporto fra il rendimento dei bond Tedeschi e quelli italiani ed il differenziale è fortemente diminuito perché è salito quello dei bond Tedeschi di cui sono aumentati i rischi in seguito alla forte crisi economica della Germania ed alla sua conseguente decisione di innalzare la spesa a debito per gli armamenti.
Il secondo riguarda l’aumento degli occupati che viene sbandierato ad ogni rilevamento dell’Istat, e siccome devono rispondere alla contestazione che si tratta di lavoro povero, aggiungono che si tratta di lavoro a tempo indeterminato, come se il fatto che sia a tempo indeterminato mitighi, la precarietà, ma cari commentatori pigri, è peggio, perché prima la precarietà riguardava un periodo temporaneo riferito ai nuovi assunti, adesso invece la precarietà è per sempre! Peraltro in regime di licenziamenti facili senza tutele, il tempo indeterminato è un vincolo solo per il lavoratore, ma il padrone lo interrompe a piacimento.
Altro che Nobel, qui ci vuole il pinocchio d’oro, non solo per la Meloni in economia, ma anche per gli operatori dell’informazione.  

Pietro Soldini


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